LUOGHI DA VISITARE

Strada Basolata Romana

Sabato 26 Ottobre, dalle ore 16.00 alle 19.00, via Solferino 33

In occasione di lavori all’edificio della sede della Camera di Commercio, nel 1967 si rinvennero i resti di due strade romane una parallela alla via odierna, l’altra in posizione ortogonale a questa.
Si tratta di selciato costituito da lastroni in pietra (basoli) disposti su un sottofondo di frammenti di laterizi, anfore, mattoni e tegole.
Su entrambi i lati del tratto lungo via Solferino si conservano i resti dei marciapiedi (crepidines), mentre presso il lato orientale è stato messo in luce un frammento di tubazione (fistula) in piombo, utilizzato per l’approvvigionamento idrico degli edifici che si affacciavano sulla strada.
La via costituisce uno dei cardines minori della città romana, parallelo al cardo maximus corrispondente all’asse di corso Campi, via Verdi e via Monteverdi, e incrocia uno dei decumani minori.
A differenza delle altre strade romane, documentate e poi nuovamente coperte, grazie a un accordo tra la Soprintendenza e la Camera di Commercio il tratto lungo via Solferino, conservato per la sua larghezza originaria di m 7,20, è stato sempre mantenuto visibile e aperto alla pubblica fruizione. E’ importante testimonianza per la ricostruzione dell’impianto urbanistico della città romana del 218 a.C.
L’apertura è resa possibile grazie ai Volontari del Patrimonio Culturale del Touring Club Italiano.

Ingresso libero.

 

Apertura Chiesa SS. Trinità

Sabato 26 Ottobre, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00, Via Speciano

La chiesa fu costruita nel 1370 col titolo di San Gregorio e rimaneggiata alla fine del XVI secolo quando divenne sede della confraternita della SS. Trinità. Le strutture originarie trecentesche sono ancora parzialmente visibili in facciata e nel fianco verso la strada dove si aprono monofore gotiche. L’interno venne ulteriormente abbellito nel corso del XVIII secolo con eleganti stucchi che ornano i capitelli e le volte della navata.
Vi si conservano pregevoli opere di scuola cremonese fra cui le sculture lignee barocche raffiguranti la Pietà(attribuita a Giulio Sacchi) e Cristo risorto di Giacomo Bertesi, inserite in grandi ancone lignee dipinte e dorate, e tele di Stefano Lambri e di Francesco Boccaccino (sec. XVII). Sull’altar maggiore campeggia la grande ancona con la Trinità san Gregorio e san Filippo Neri del bavarese Giorgio Fochetzer (1773). Inoltre vi si possono ammirare bellissimi affreschi quattrocenteschi riaffiorati durante i lavori di restauro: una Madonna della Misericordia, due Madonne in trono, figure di Santi e un frammento raffigurante la Crocefissione.
Sormonta la chiesa un bel campanile dal fusto stretto fra risalti angolari e diviso in ripiani da fasce lisce; la cella campanaria è aperta da eleganti bifore sormontate da una cornice ad archetti sovrapposti.

 

Apertura Chiesa Santa Maria Maddalena

Sabato e Domenica, dalle ore 10.00 alle 13.00 – dalle ore 16.00 alle 19.00, Via XI Febbraio

La chiesa ebbe origine attorno alla metà del XIII secolo con l’intitolazione a S. Clemente. Il culto di S. Maria Maddalena, che nel tempo ha soppiantato quello del santo titolare, venne introdotto alla metà del XV secolo, allorché venne qui trasferita, da un oratorio situato presso porta Ognissanti, una statua della santa. L’impianto architettonico quattrocentesco a una navata, che gli interventi successivi hanno solo parzialmente nascosto, presenta elementi rinascimentali e reminiscenze tardo-gotiche. Tra il 1623 e il 1626, su progetto dell’architetto Carlo Mariani, il pavimento venne rialzato e le volte delle cappelle furono abbassate alla misura attuale.
L’intervento fu interrotto a causa dell’epidemia di peste e non venne più ripreso, lasciando inalterata la struttura del presbiterio e le volte della navata. La decorazione pittorica del presbiterio, coperto da volta a ombrello, è ancora parzialmente conservata e in parte nascosta dal grande polittico di Tommaso Aleni, che raffigura al centro l’Adorazione del Bambino e nella predella le storie di S. Maria Maddalena e S. Clemente. Nella prima cappella a destra è collocata una statua di S. Rocco, esempio di scultura lignea cremonese d’inizio 1600; nella seconda un grande Crocifisso ligneo del 1714 e nella terza l’altare con le reliquie di S. Geroldo, ucciso proprio nei pressi di Cremona.

 

Apertura Cattedrale di Cremona

Sabato 26 Ottobre ore 10.30 – 17.30, Domenica 27 Ottobre ore 12.30 – 17.00

La Cattedrale di Cremona fu iniziata nel 1107, rimase danneggiata da un terremoto nel 1117 e venne infine consacrata nel 1190. È un interessante esempio di architettura romanica lombarda: è caratterizzata da una facciata ornata da un doppio ordine di logge e da un rosone con coronamento rinascimentale (1274); sul protiro duecentesco, ornato dal fregio dei mesi dell’anno, sono scolpite le statue della Madonna e dei Ss. Patroni Imerio e Omobono (1310). L’interno ha un aspetto monumentale, sia per le dimensioni sia per il sontuoso apparato decorativo. La pianta a croce latina, a tre navate che si ripetono anche nel transetto, sono divise da poderosi pilastri. Lungo la navata centrale corre la galleria dei matronei, con bifore e trifore. L’ampia fascia affrescata compresa tra gli archi e i matronei illustra gli episodi principali della Vita della Vergine e di Cristo (1515-1529) di B. Boccaccino, Bembo, Melone, Romanino, Pordenone e Gatti. Nella controfacciata sono raffigurate una Crocifissione (1521) e una Deposizione (1522) del Pordenone e una Resurrezione (1529) di Gatti. Nell’abside si può ammirare l’affresco di B. Boccaccino Redentore in gloria fra i Ss. Imerio, Marcellino, Omobono e Pietro (1506) e il pregevole coro ligneo intagliato (1482-90) del Platin.

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