DOMENICA 28 OTTOBRE


Apertura Chiesa Santa Maria Maddalena

Dalle ore 10.00 alle 13.00 – Ore 16.00 alle 19.00, Via XI Febbraio


La chiesa ebbe origine attorno alla metà del XIII secolo con l’intitolazione a S. Clemente. Il culto di S. Maria Maddalena, che nel tempo ha soppiantato quello del santo titolare, venne introdotto alla metà del XV secolo, allorché venne qui trasferita, da un oratorio situato presso porta Ognissanti, una statua della santa. L’impianto architettonico quattrocentesco a una navata, che gli interventi successivi hanno solo parzialmente nascosto, presenta elementi rinascimentali e reminiscenze tardo-gotiche. Tra il 1623 e il 1626, su progetto dell’architetto Carlo Mariani, il pavimento venne rialzato e le volte delle cappelle furono abbassate alla misura attuale. L’intervento fu interrotto a causa dell’epidemia di peste e non venne più ripreso, lasciando inalterata la struttura del presbiterio e le volte della navata. La decorazione pittorica del presbiterio, coperto da volta a ombrello, è ancora parzialmente conservata e in parte nascosta dal grande polittico di Tommaso Aleni, che raffigura al centro l’Adorazione del Bambino e nella predella le storie di S. Maria Maddalena e S. Clemente. Nella prima cappella a destra è collocata una statua di S. Rocco, esempio di scultura lignea cremonese d’inizio 1600; nella seconda un grande Crocifisso ligneo del 1714 e nella terza l’altare con le reliquie di S. Geroldo, ucciso proprio nei pressi di Cremona.

 

Strada Basolata Romana

Dalle ore 15.00 alle 18.00, via Solferino 33


In occasione di lavori all’edificio della sede della Camera di Commercio, nel 1967 si rinvennero i resti di due strade romane una parallela alla via odierna, l’altra in posizione ortogonale a questa.
Si tratta di selciato costituito da lastroni in pietra (basoli) disposti su un sottofondo di frammenti di laterizi, anfore, mattoni e tegole.
Su entrambi i lati del tratto lungo via Solferino si conservano i resti dei marciapiedi (crepidines), mentre presso il lato orientale è stato messo in luce un frammento di tubazione (fistula) in piombo, utilizzato per l’approvvigionamento idrico degli edifici che si affacciavano sulla strada.
La via costituisce uno dei cardines minori della città romana, parallelo al cardo maximus corrispondente all’asse di corso Campi, via Verdi e via Monteverdi, e incrocia uno dei decumani minori.
A differenza delle altre strade romane, documentate e poi nuovamente coperte, grazie a un accordo tra la Soprintendenza e la Camera di Commercio il tratto lungo via Solferino, conservato per la sua larghezza originaria di m 7,20, è stato sempre mantenuto visibile e aperto alla pubblica fruizione. E’ importante testimonianza per la ricostruzione dell’impianto urbanistico della città romana del 218 a.C.
L’apertura è resa possibile grazie ai Volontari del Patrimonio Culturale del Touring Club Italiano.

Ingresso libero